mercoledì 26 marzo 2008

V canto

«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e'l modo ancor m'offende.

Amor ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense".
Queste parole da lor ci fur porte.

[…]

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse,
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando noi leggemmo il desiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.»

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