
mercoledì 30 aprile 2008
Tributo ad Andy Warhol

martedì 29 aprile 2008
Ho voglia di te

Mi sono visto il film, così, giusto per passare il tempo, per distrarmi...
beh, mi sono distratto.
Il film? Non lo commento, l'ho guardato distrattamente, ma è stato un mezzo, il caronte che ha traghettato i miei pensieri altrove.
ORA, qualcosa è cambiato, bene così.
Ora sono un po' più duro, un po' più forte e non vedo al vuoto che ho dentro. Quello si riempirà.
Questo post, sai?, lo dedico a me (476 a 1).
Che c'entra Roma? E' la città più bella del mondo, questo basta.
La paura che...
Ognuno ha i suoi limiti, i tuoi li ho capiti bene e visto che ho capito mi verserò da bere di notte quando il cielo brilla ma non c' è luce né una stella.
Ricorderò la paura che bagnava i miei occhi ma dimenticarti non era possibile e ricorderai la paura che ho sperato provassi, provandola io.
Che tutto veloce nasca e veloce finisca la lacerante distanza tra fiducia e illudersi è una porta aperta e una che non sa chiudersi.
E sbaglierà le parole ma ti dirà ciò che vuole c' è differenza tra amare ed ogni sua dipendenza.
"ti chiamo se posso" o "non riesco a fare senza" soffrendo di un amore raro che più lo vivo e meno imparo.
Ricorderò la paura che che bagnava i miei occhi ma dimenticarti non era possibile e ricorderai la paura che ho sperato provassi provandola io.
Che tutto veloce nasca e veloce finisca e resterà com' è dirselo adesso e farlo lo stesso
Però dopo niente cambierà e resterà com' è
Dirselo ora poi dopo ancora dimenticando ti amerò e ogni tuo abbraccio sarà un dono anche se in fondo sarò solo senza volerlo
Senza saperlo
Però dopo niente cambierà e resterà com' è
Mentirai ai miei occhi
Sbaglierai se mi tocchi…
lunedì 28 aprile 2008
Neverland
Ed il doversi confrontare con se stessi, nel momento in cui ci si ritrova assolutamente soli.
.
Prima o poi
l'amaro torna un po' prima o poi...
Chiedi agli anni che hai perché non batte in petto se non è lei nemmeno se lo vuoi...
Prima o poi!
Dimmi t'innamori o fingi? Chi sei? Tu chi sei? Dimmi si rimane bimbi? Un po' o no?
Dopo tanti errori a volte guardi su,
si rimane soli prima o poi e pensi, mentre quasi non respiri più, "L'aria tornerà" prima o poi.
A volte ti ritrovi ad aver perso il conto di ogni secondo andato dall'ultimo giorno
in cui tu la guardavi sereno
batteva vita davvero dicevi: “Tutto va bene" sincero...
E in poco ti ritrovi ad aver perso il senso di stare con qualcuno un po' per passatempo
e non trovare più quella complicità ogni volta in un vestito che poi non ti sta!
Dimmi quel sentirsi vinti cos'è? Sai cos'è?
Dopo tanti errori a volte guardi su.
Si rimane soli prima o poi e pensi, mentre quasi non respiri più, "L'aria tornerà" prima o poi.
Sai che non crescerai se resti lì sospeso, pupazzo che sei
Dovrai svegliarti un po' prima o poi.
Un’altra ti regalerà quello che non speravi, succederà! persino se non vuoi prima o poi.
Dimmi quel sentirsi vivi dov'è? Dov'è?
Dopo tanti errori adesso guardo su si rimane soli prima o poi.
Penso mentre un altro sole viene giù
Lei arriverà prima o poi...
Prima o poi...
Destinazione paradiso

Lasciala andare

venerdì 25 aprile 2008
martedì 22 aprile 2008
Dimmi
domenica 20 aprile 2008
Ti scatterò una foto
Ricorderò e comunque anche se non vorrai, ti sposerò perché non te l' ho detto mai. Come fa male cercare , trovarti poco dopo e nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto… Ti scatterò una foto… Ricorderò e comunque e so che non vorrai ti chiamerò perché tanto non risponderai. Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco e capendo che ti ho perso ti scatto un' altra foto. Perché piccola potresti andartene dalle mie mani ed i giorni da prima lontani saranno anni e ti scorderai di me. Quando piove i profili e le case ricordano te e sarà bellissimo perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te. Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse e tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse e voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare e voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire. E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante, ma pure avendoti qui ti sentirei distante. Cosa può significare sentirsi piccolo quando sei il più grande sogno il più grande incubo. Siamo figli di mondi diversi una sola memoria che cancella e disegna distratta la stessa storia. E ti scorderai di me, quando piove i profili e le case ricordano te e sarà bellissimo perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te. Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse e tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse e voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare e voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire. Non basta più il ricordo ora voglio il tuo ritorno… E sarà bellissimo, perché gioia e dolore han lo stesso sapore lo stesso sapore con te. Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse e tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse e voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare e voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire e voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire…
Spaccacuore
Non Me Lo So Spiegare

Meglio Così
io me la cavo bene
Sembra passato un attimo,
ora che siamo insieme
E non ci penso mai mai mai a
Come sarebbe stato,
se ricordare è facile
Vorrei saper restare e dirti ho voglia di te
Non vedi che stai bene pure te,
ho voglia di restare qui con te
Qualcosa c’è, ma è difficile
Non si può toccare, ma vivere
Dove sta, la felicità
Adesso non puoi, o forse non vuoi
Ritrovare la complicità e,
il nostro dolce fare niente
La convinzione di viverci per sempre,
quella voglia e il calore che ci unisce
Tra una canzone e una giornata che finisce,
dimmi che ci pensi mai
Io e te a dormire
Ricordo ancora la città
E tutto era li, e ci sentivamo unici
E adesso cosa ci resta,
se ricordare non basta
Non vedi che stai bene pure te
ho voglia di restare qui con te
Ci pensi mai
Io e te a dormire
Ricordo ancora la città
E tutto era lì, e ci sentivamo unici
E adesso cosa ci resta,
se tutto questo non basta
venerdì 18 aprile 2008
giovedì 17 aprile 2008
Appena prima di partire

Un attimo ancora
Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora. Stare insieme è finito, l’abbiamo capito,ma a dirselo e dura. Voglio spiegarmi e adesso dammi solo un minuto per levarmi questo sapore amaro dal palato, sapore di passato di un amore sciupato, di qulache cosa di perfetto che poi è cambiato. Non so di che dei due può essere la colpa, non mi importa, adesso ascolta, cio che conta è non bagnare con le lacrime una fiamma morta che si è gia spenta, potremmo piangere domani senza che l’altro ci senta, e attenda, questo non vuol dire che sia solo tu a soffrire, ma pensa che a star male adesso non possa servire, per poterci riunire, non è che voglia fuggire, ma preferisco non mentire, e tardi per capire, perché ad un tratto è arrivato il maledetto freddo che col suo ghiaccio ha coperto ciò che abbiamo fatto e detto e col suo viaggio si è portato il nostro caldo.Con te vivevo un sogno ma ora sono sveglio. Come mai i tuoi occhi ora stanno piangendo? Persa l’ultima lacrima prima che il vento porti via con sé l’ultima briciola. Dimmi che era un sogno e c’ì stiamo svegliando!?.. Con te vivevo un sogno ma ora sono sveglio.
Dammi solo un minuto, un soffio di fiato,un attimo ancora.Stare insieme è finito, l’abbiamo capito,ma a dirselo e dura. Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora. Stare insieme è finito, l’abbiamo capito, ma a dirselo e dura. Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora.
sabato 12 aprile 2008
Mezz'ora
Piccoli piaceri della vita...in prestito

E poi mi piace cogliere quei particolari che nessuno noterà mai. Invece non mi piace, nei vecchi film americani, quando il guidatore non guarda la strada.
(...)
In compenso, coltiva un gusto particolare per i piccoli piaceri: tuffare la mano in un sacco di legumi; rompere la crosta della crème brulée con la punta del cucchiaino; e far rimbalzare i sassi sul canale Saint-Martin.
(...)
Amélie continua a rifugiarsi nella solitudine. Si diverte a porsi domande cretine sul mondo o sulla città che si stende davanti ai suoi occhi. Per esempio, quante coppie in questo preciso istante stanno per avere un orgasmo?
Quindici.
PS: non sono l'unico matto, qualcuno lo è molto di più:
http://www.geocities.com/anjaqantina/amelie.html
Scrivimi

servirà a sentirti meno fragile
domenica 6 aprile 2008
Con una rosa
Con una rosa hai detto vienimi a cercare tutta la sera io resterò da sola ed io per te muoio per te con una rosa sono venuto a teCanto di me stesso
Contorto e sudato, bagnato di sudore - calmo, poi, e rinfrescato il corpo,
E dormo - dormo a lungo.
Non lo conosco - non ha nome - è una parola non detta,
Non c'è in nessun dizionario, simbolo, espressione.
Qualcosa lo fa roteare più che la terra su cui io ruoto.
La creazione è l'amica il cui abbraccio mi sveglia a contemplarlo.
Potrei dire di più, probabilmente. Abbozzi!
Io difendo i miei fratelli e sorelle.
Vedete, miei fratelli e sorelle?
Non è né caos né morte - è forma, unione, disegno-
è vita eterna - è Felicità.
venerdì 4 aprile 2008
La pantera
Il difilar dei ferri entro la gabbia,mercoledì 2 aprile 2008
La cavalla storna
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:
« O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non tocco' mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dai retta alla sua piccola mano.
Tu c'hai nel cuore la marina brulla,
tu dai retta alla sua voce fanciulla».
La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:
« O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte
O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia . . . »
La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.
«O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dove' pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole».
Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbraccio' su la criniera.
« O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!
a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona . . . Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come».
Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.
Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.
Valentino
come le brocche dei biancospini!
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle de' tuoi piedini;
porti le scarpe che mamma ti fece,
che non mutasti mai da quel dì,
che non costarono un picciolo: in vece
costa il vestito che ti cucì.
Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio:
ora esso è vuoto; e cantò più d'un mese
per riempirlo, tutto il pollaio.
Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco
non ti bastava, tremavi, ahimè!,
e le galline cantavano, Un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!
Poi, le galline chiocciarono, e venne
marzo, e tu, magro contadinello,
restasti a mezzo, così con le penne,
ma nudi i piedi, come un uccello:
come l'uccello venuto dal mare,
che tra il ciliegio salta, e non sa
ch'oltre il beccare, il cantare, l'amare,
ci sia qualch'altra felicità






