...ma di scrivere non ne ho la minima voglia.
Voglio che il tempo, gli avvenimenti, i pensieri e le sensazioni mi scivolino addosso senza lasciare traccia dentro di me, voglio che questi giorni passino come sono passati tanti altri, voglio l'emozione di ogni alba e di ogni tramonto come se fossero i primi ogni giorno, senza confronti, senza memoria, nè rimpianti, nè rancori, nè niente di niente, solo il semplice vivere.
Oggi va così...
lunedì 30 giugno 2008
giovedì 19 giugno 2008
Ciao
Ciao, la serata è troppo bella per parlare o per scrivere ancora.
Quello che ho è quello che mi basta: della bella musica, un buon libro, una sana solitudine, della buona italica birra, il cuore gonfio dentro di me ed un cielo stellato sopra. Carta e matita in abbondanza completano il tutto, non si sa mai, le urgenze del cuore.
Io ora sto bene così, salute a tutti voi ed a te in particolare,
sweet heart.
Quello che ho è quello che mi basta: della bella musica, un buon libro, una sana solitudine, della buona italica birra, il cuore gonfio dentro di me ed un cielo stellato sopra. Carta e matita in abbondanza completano il tutto, non si sa mai, le urgenze del cuore.
Io ora sto bene così, salute a tutti voi ed a te in particolare,
sweet heart.
martedì 17 giugno 2008
L'animale
Vivere non è difficile potendo poi rinascere
cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità.
Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
ch' è meglio se sto solo...
Ma l' animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l' animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco è l'acqua che li spegne
se vuoi farli bruciare tu lasciali nell' aria
oppure sulla terra.
cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità.
Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
ch' è meglio se sto solo...
Ma l' animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l' animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco è l'acqua che li spegne
se vuoi farli bruciare tu lasciali nell' aria
oppure sulla terra.
sabato 14 giugno 2008
...infine io
Infine io,
che non so perchè scrivo, ma scrivo.
Che non posso più ascoltare musica che poi mi colpiscono le parole e faccio fatica a tenerle a mente, così tante, così belle che solo a ripeterle, poi, sfioriscono, e allora eccole qui, perchè non devono per forza essere lunghe, ma profonde.
...il pianto, lo sai, si può asciugare...
...il cuore ha ancora sete...
...il destino ha oscurato anche questa stella...
...il dettaglio è l'aria che mi manca...
Ma io sto ancora qui, e non posso fare a meno di pensare ancora a te, nel caffè nero della mattina, nello squillo del telefono, nella corsa al parco, nei fiori regalati, nei cespugli, in ogni diavolo di situazione che c'è qui, privo oramai di ogni difesa, in balia di venti e eventi, sballottolato, come un vaso di terracotta vecchio nella stiva di una nave.
Un grand'uomo, una volta mi disse, lo sai perchè accetto di fare questi lavori così umili?, solo perchè di questi signori che mi dicono di farli non ne ho la minima stima, ed io penso che sono fatto per cose più grandi di queste, anche se mi dici che a volte sbaglio e quest'arroganza che mi domina è un difetto, ma, lo sai, i miei difetti te li ho elencati uno ad uno, è stato un patto chiaro, erano i pregi che avresti dovuto riconoscermi, chè non son fatto per tessere lodi di me stesso, so quanto valgo e aspetto chegli altri se ne accorgano, come facesti tu una sera di tanto tempo fa.
che non so perchè scrivo, ma scrivo.
Che non posso più ascoltare musica che poi mi colpiscono le parole e faccio fatica a tenerle a mente, così tante, così belle che solo a ripeterle, poi, sfioriscono, e allora eccole qui, perchè non devono per forza essere lunghe, ma profonde.
...il pianto, lo sai, si può asciugare...
...il cuore ha ancora sete...
...il destino ha oscurato anche questa stella...
...il dettaglio è l'aria che mi manca...
Ma io sto ancora qui, e non posso fare a meno di pensare ancora a te, nel caffè nero della mattina, nello squillo del telefono, nella corsa al parco, nei fiori regalati, nei cespugli, in ogni diavolo di situazione che c'è qui, privo oramai di ogni difesa, in balia di venti e eventi, sballottolato, come un vaso di terracotta vecchio nella stiva di una nave.
Un grand'uomo, una volta mi disse, lo sai perchè accetto di fare questi lavori così umili?, solo perchè di questi signori che mi dicono di farli non ne ho la minima stima, ed io penso che sono fatto per cose più grandi di queste, anche se mi dici che a volte sbaglio e quest'arroganza che mi domina è un difetto, ma, lo sai, i miei difetti te li ho elencati uno ad uno, è stato un patto chiaro, erano i pregi che avresti dovuto riconoscermi, chè non son fatto per tessere lodi di me stesso, so quanto valgo e aspetto chegli altri se ne accorgano, come facesti tu una sera di tanto tempo fa.
Mentre dorme la città
Quando le luci sopra le città si spengono solo su un foglio mi rispecchio
mentre notti insonni coprono il mio paesaggio sfoggio memorie e miei ricordi
che su un foglio prendon forma ora dipingono cose in me intrise cercando nel
silenzio forze per aprire porte un tempo chiuse resta una fase e non una
frase di circostanza che segna il mio cammino ricavandone l'essenza usanza
del mio ego sostanza a cui dar sfogo su un foglio spiego cosa mi porta a
scrivere la forza per evadere dall'abitudine mi porta a scegliere e a luci
spente brilla un obiettivo da raggiungere nel cielo splende la mia stella
non sarà facile né irriducibile perseguo nel mio viaggio senza rancore o
odio scorgendo poi nel buio quella luce che mi farà star sveglio.
Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà
(mentre) dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò.
Mentre dorme la città qualcosa mi comunica la penna resta l'unica amica che
mi carica non c'è finzione scenica tanto qualcuno poi lassù so che mi
ascolta la mia mente ostenta frasi su di un foglio cariche di orgoglio
adesso voglio il meglio come un padre per il proprio figlio sveglio scrivo
ciò che vivo respiro un vento dal silenzio spinto ora che il mondo fuori
dalla stanza resta spento quindi dipingo mille parole vedendo fiori sui
balconi o dietro vetri e tapparelle chiuse molte altre cose poi ma tante
sensazioni che magari non verranno scritte mai restano in noi nel più
profondo senza sapere che destino loro poi sto offrendo su un foglio adesso
non più bianco la penna scivola e dal nulla cadono parole come gocce dentro
una pozzanghera.
Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà
(mentre) dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò.
A luci spente soltanto con i miei occhi vedo l'evolversi di storie il
disgregarsi di famiglie legate poi da un solo vincolo pensieri nel silenzio
della notte che poi invadono la mia storia resta una scoria del mio
paragrafo tra luci spente una abat-jour che illumina forse il mio stato
ipnotico prolifico resto in incognito finché le luci del mio palcoscenico
non brilleranno resto sveglio non prendo sonno pensando solo a ciò che
voglio a luci spente folgorato da un abbaglio con una penna e un foglio fa
da tramite tipo un messaggero in codice porta consiglio e veglio sul mio
futuro e per le strade della notte vedo gente pronta solo a far denaro
facile ridotta all'impossibile stato dell'essere ma tra bene e male tutto
ciò mi porta poi a distinguere.
Mentre dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò
(mentre) dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà...
Devo saper distinguere la strada per poter poi scegliere il mio percorso
verso il senso giusto questo penso sia mio cammino verso qualche cosa che ha
a che fare poi col mio futuro scrivo coi miei occhi vedo insegne spente
strade deserte gente pronta poi a cambiarsi d'abito per recitar tutte le
notti poi la stessa parte triste sorte io cerco ossigeno vitale luci spente
per le strade adesso accese nel mio cuore senza confine in cerca di qualcuno
che sta ad ascoltare le mie parole all'orizzonte a volte pronunciate sopra
un foglio solo a luci spente senza finte sei solo contro la realtà cerchi di
capire cosa non ti va nel verso giusto ma del resto io so che questo non
sarà soltanto un modo per sprecare inchiostro.
Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà
(mentre) dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò.
mentre notti insonni coprono il mio paesaggio sfoggio memorie e miei ricordi
che su un foglio prendon forma ora dipingono cose in me intrise cercando nel
silenzio forze per aprire porte un tempo chiuse resta una fase e non una
frase di circostanza che segna il mio cammino ricavandone l'essenza usanza
del mio ego sostanza a cui dar sfogo su un foglio spiego cosa mi porta a
scrivere la forza per evadere dall'abitudine mi porta a scegliere e a luci
spente brilla un obiettivo da raggiungere nel cielo splende la mia stella
non sarà facile né irriducibile perseguo nel mio viaggio senza rancore o
odio scorgendo poi nel buio quella luce che mi farà star sveglio.
Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà
(mentre) dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò.
Mentre dorme la città qualcosa mi comunica la penna resta l'unica amica che
mi carica non c'è finzione scenica tanto qualcuno poi lassù so che mi
ascolta la mia mente ostenta frasi su di un foglio cariche di orgoglio
adesso voglio il meglio come un padre per il proprio figlio sveglio scrivo
ciò che vivo respiro un vento dal silenzio spinto ora che il mondo fuori
dalla stanza resta spento quindi dipingo mille parole vedendo fiori sui
balconi o dietro vetri e tapparelle chiuse molte altre cose poi ma tante
sensazioni che magari non verranno scritte mai restano in noi nel più
profondo senza sapere che destino loro poi sto offrendo su un foglio adesso
non più bianco la penna scivola e dal nulla cadono parole come gocce dentro
una pozzanghera.
Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà
(mentre) dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò.
A luci spente soltanto con i miei occhi vedo l'evolversi di storie il
disgregarsi di famiglie legate poi da un solo vincolo pensieri nel silenzio
della notte che poi invadono la mia storia resta una scoria del mio
paragrafo tra luci spente una abat-jour che illumina forse il mio stato
ipnotico prolifico resto in incognito finché le luci del mio palcoscenico
non brilleranno resto sveglio non prendo sonno pensando solo a ciò che
voglio a luci spente folgorato da un abbaglio con una penna e un foglio fa
da tramite tipo un messaggero in codice porta consiglio e veglio sul mio
futuro e per le strade della notte vedo gente pronta solo a far denaro
facile ridotta all'impossibile stato dell'essere ma tra bene e male tutto
ciò mi porta poi a distinguere.
Mentre dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò
(mentre) dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà...
Devo saper distinguere la strada per poter poi scegliere il mio percorso
verso il senso giusto questo penso sia mio cammino verso qualche cosa che ha
a che fare poi col mio futuro scrivo coi miei occhi vedo insegne spente
strade deserte gente pronta poi a cambiarsi d'abito per recitar tutte le
notti poi la stessa parte triste sorte io cerco ossigeno vitale luci spente
per le strade adesso accese nel mio cuore senza confine in cerca di qualcuno
che sta ad ascoltare le mie parole all'orizzonte a volte pronunciate sopra
un foglio solo a luci spente senza finte sei solo contro la realtà cerchi di
capire cosa non ti va nel verso giusto ma del resto io so che questo non
sarà soltanto un modo per sprecare inchiostro.
Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà
(mentre) dorme la città su un foglio mi specchierò e un altro giorno vedrò.
Felicità
Se tutte le stelle del mondo
a un certo momento
venissero giu'
tutta una serie di astri
di polvere bianca scaricata dal cielo
ma il cielo senza i suoi occhi
non brillerebbe piu'
se tutta la gente del mondo
senza nessuna ragione
alzasse la testa
e volasse su
senza il loro casino
quel doloroso rumore
la terra povero cuore
non batterebbe piu'
mi manca sempre l'elastico
per tener su le mutande
cosi' che le mutande
al momento piu' bello mi vanno giu'
come un sogno finito
magari un sogno importante
un amico tradito
anch'io sono stato tradito
ma non m'importa piu'
tra il buio del cielo
le teste pelate bianche
le nostre parole si muovono stanche
non ci capiamo piu'
ma io ho voglia di parlare
di stare ad ascoltare
continuare a far l'asino
di comportarmi male
per poi non farlo piu'
ah...... felicita'...
su quale treno della notte viaggerai
lo so..... che passerai......
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
si tratterebbe di nuotare
prendendola con calma
farsi trasportare
dentro a due occhi grandi
magari blu
e per dovermi liberare
attraversare un mare medioevale
guardare contro un drago strabico
ma di draghi baby....
non ce ne sono piu'
forse per questo i sogni
sono cosi pallidi e bianchi
e rimbalzano stanchi
tra le antenne lesse
delle varie t.v.
e ci ritornano in casa
portati da signori eleganti
si si che parlano
e tutti quanti che applaudono
non ne vogliamo piu'
ma se questo mondo
e' un mondo di cartone
allora per essere felici
basta un niente magari una canzone
o chi lo sa..............
se no sarebbe il caso
di provare a chiudere gli occhi
e poi anche quando hai chiuso gli occhi
chissa' cosa sara'
ah.... felicita'......
su quale treno della notte viaggerai
lo so....... che passerai......
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
a un certo momento
venissero giu'
tutta una serie di astri
di polvere bianca scaricata dal cielo
ma il cielo senza i suoi occhi
non brillerebbe piu'
se tutta la gente del mondo
senza nessuna ragione
alzasse la testa
e volasse su
senza il loro casino
quel doloroso rumore
la terra povero cuore
non batterebbe piu'
mi manca sempre l'elastico
per tener su le mutande
cosi' che le mutande
al momento piu' bello mi vanno giu'
come un sogno finito
magari un sogno importante
un amico tradito
anch'io sono stato tradito
ma non m'importa piu'
tra il buio del cielo
le teste pelate bianche
le nostre parole si muovono stanche
non ci capiamo piu'
ma io ho voglia di parlare
di stare ad ascoltare
continuare a far l'asino
di comportarmi male
per poi non farlo piu'
ah...... felicita'...
su quale treno della notte viaggerai
lo so..... che passerai......
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
si tratterebbe di nuotare
prendendola con calma
farsi trasportare
dentro a due occhi grandi
magari blu
e per dovermi liberare
attraversare un mare medioevale
guardare contro un drago strabico
ma di draghi baby....
non ce ne sono piu'
forse per questo i sogni
sono cosi pallidi e bianchi
e rimbalzano stanchi
tra le antenne lesse
delle varie t.v.
e ci ritornano in casa
portati da signori eleganti
si si che parlano
e tutti quanti che applaudono
non ne vogliamo piu'
ma se questo mondo
e' un mondo di cartone
allora per essere felici
basta un niente magari una canzone
o chi lo sa..............
se no sarebbe il caso
di provare a chiudere gli occhi
e poi anche quando hai chiuso gli occhi
chissa' cosa sara'
ah.... felicita'......
su quale treno della notte viaggerai
lo so....... che passerai......
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
Favola
Ora vi racconto una storia che
Farete fatica a credere
Perché parla di una principessa
E di un cavaliere che
In sella al suo cavallo bianco
Entrò nel bosco
Alla ricerca di un sentimento
Che tutti chiamavano amore
Prese un sentiero che portava
A una cascata dove l'aria
Era pura come il cuore di quella
Fanciulla che cantava
E se ne stava coi conigli
I pappagalli verdi e gialli
Come i petali di quei fiori che
Portava tra i capelli
Na na na na na na na na na…
Il cavaliere scese dal suo cavallo bianco
E piano piano le si avvicinò
La guardò per un secondo
Poi le sorrise
E poi pian piano iniziò a dirle
Queste dolci parole:
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…
La principessa lo guardò
Senza dire parole
E si lasciò cadere tra le sue braccia
Il cavaliere la portò con se
Sul suo cavallo bianco
E seguendo il vento
Le cantava intanto
Questa dolce canzone:
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Farete fatica a credere
Perché parla di una principessa
E di un cavaliere che
In sella al suo cavallo bianco
Entrò nel bosco
Alla ricerca di un sentimento
Che tutti chiamavano amore
Prese un sentiero che portava
A una cascata dove l'aria
Era pura come il cuore di quella
Fanciulla che cantava
E se ne stava coi conigli
I pappagalli verdi e gialli
Come i petali di quei fiori che
Portava tra i capelli
Na na na na na na na na na…
Il cavaliere scese dal suo cavallo bianco
E piano piano le si avvicinò
La guardò per un secondo
Poi le sorrise
E poi pian piano iniziò a dirle
Queste dolci parole:
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na…
La principessa lo guardò
Senza dire parole
E si lasciò cadere tra le sue braccia
Il cavaliere la portò con se
Sul suo cavallo bianco
E seguendo il vento
Le cantava intanto
Questa dolce canzone:
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
e fuori è buio
Ti ricorderò in ogni gesto più imperfetto
Ogni sogno perso e ritrovato in un cassetto
In quelle giornate che passavano in un' ora
E la tenerezza i tuoi capelli e le lenzuola
E no, non piangere che non sopporto le tue lacrime
Non ci riuscirò mai
Perché se sei felice
Ogni sorriso è oro
E nella lontananza perdonandoti ti imploro
E parlerà di te
È solo che…
Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio
Non c'è una soluzione questa casa sa di te
E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio
E ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse
E questo fa paura
Tanta paura
Paura di star bene
Di scegliere e sbagliare
Ma ciò che mi fa stare bene sei tu amore
Ho collezionato esperienze da giganti
Ho collezionato figuracce e figuranti
Ho passato tanti anni in una gabbia d' oro
Si forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero
ora dipenderò sempre dalla tua allegria
Che dipenderà sempre solo dalla mia
Che parlerà di te
E parlerà di te
È solo che…
Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio
Non c'è una soluzione questa casa sa di te
E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio
E ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse
e tanto ti amo
che per quegli occhi dolci posso solo stare male
e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole
perché so quanto fa male la mancanza di un sorriso
quando allontanandoci sparisce dal tuo viso
e fa paura
tanta paura
paura di star bene
di scegliere e sbagliare
ma ciò che mi fa stare bene ora sei tu amore
e fuori è buio
ma ci sei tu amore
e fuori è buio
Ogni sogno perso e ritrovato in un cassetto
In quelle giornate che passavano in un' ora
E la tenerezza i tuoi capelli e le lenzuola
E no, non piangere che non sopporto le tue lacrime
Non ci riuscirò mai
Perché se sei felice
Ogni sorriso è oro
E nella lontananza perdonandoti ti imploro
E parlerà di te
È solo che…
Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio
Non c'è una soluzione questa casa sa di te
E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio
E ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse
E questo fa paura
Tanta paura
Paura di star bene
Di scegliere e sbagliare
Ma ciò che mi fa stare bene sei tu amore
Ho collezionato esperienze da giganti
Ho collezionato figuracce e figuranti
Ho passato tanti anni in una gabbia d' oro
Si forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero
ora dipenderò sempre dalla tua allegria
Che dipenderà sempre solo dalla mia
Che parlerà di te
E parlerà di te
È solo che…
Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio
Non c'è una soluzione questa casa sa di te
E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio
E ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse
e tanto ti amo
che per quegli occhi dolci posso solo stare male
e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole
perché so quanto fa male la mancanza di un sorriso
quando allontanandoci sparisce dal tuo viso
e fa paura
tanta paura
paura di star bene
di scegliere e sbagliare
ma ciò che mi fa stare bene ora sei tu amore
e fuori è buio
ma ci sei tu amore
e fuori è buio
venerdì 13 giugno 2008
Le mie parole
Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate
Ianus Pater
Come posso fare? Non ho risposte, nè risorse, ma solo dubbi.
Non voglio voltarmi completamente solo perchè le cose continuano ad andar male, perhè della fiamma che mi ha avvolto sono rimaste solo la brace e le ceneri, ma non posso neanche ignorare questo vortice ch mi ha travolto e lasciato senza fiato.
Sto sull'uscio di una porta, non so decidermi se entrare o uscire.
Qualsiasi cosa faccia è comunque una scelta.
Sul fatto che sia giusta...questa è un'altra storia.
Non voglio voltarmi completamente solo perchè le cose continuano ad andar male, perhè della fiamma che mi ha avvolto sono rimaste solo la brace e le ceneri, ma non posso neanche ignorare questo vortice ch mi ha travolto e lasciato senza fiato.
Sto sull'uscio di una porta, non so decidermi se entrare o uscire.
Qualsiasi cosa faccia è comunque una scelta.
Sul fatto che sia giusta...questa è un'altra storia.
giovedì 12 giugno 2008
La descrizione di un attimo

La descrizione di un attimo, le convinzioni che cambiano
e crolla la fortezza del mio debole per te,
anche se non sei più sola perché sola non sai stare
e credi che dividersi la vita sia normale
ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri,
la sensazione che in un attimo qualunque cosa pensassimo poteva succedere.
E poi cos'è successo aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo adesso dopo quasi cinque anni e
come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima e
come sempre sei bellissima.
Mi hanno detto dei tuoi viaggi mi hanno detto che stai male
che sei diventata pazza ma io so che sei normale
mi chiedi di partire adesso perchè
i numeri e il futuro non ti fanno preoccupare,
vorrei poterti credere sarebbe molto più facile
rincontrarci nei pensieri distesi come
se fossimo sospesi ancora nell'attimo in cui poteva succedere.
E poi cos'è successo aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo presto fra almeno altri cinque anni e
come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima e
come sempre sei bellissima
perchè come sempre sei la descrizione di un attimo.
martedì 10 giugno 2008
Ti ho vista
Ho visto una ragazza che ti somigliava, stasera!
Oppure anche se non ti somgliava, io in lei vedevo te.
Vedevo i tuoi gesti, le tue fattezze, i tuoi sorrisi.
Tremavo nel guardarla, pensando che fossi davvero tu.
Anzi a pensarci bene, eri in tutte le ragazze lì.
Ed anche in tutte quelle che incontro per strada, al lavoro, al mercato.
E non posso fare a meno di pensare a te.
In tutte loro vedo qualcosa che mi ricorda te.
Lo cerco ed infine lo trovo.
E nel trovarlo, lentamente muoio.
Muoio perchè non sei con me, perchè mai lo sarai.
Ma non posso fare a meno di tutto questo, perchè in te
ho trovato quello che non riesco a trovare
in ognuna di questa donne.
E sapere che, anche se per poco, ho posseduto l'universo
mi lascia, ora, ... incompleto.
Ho visto ua ragaza che somigliava te, stasera!
Ma non eri tu!
Il cuore mi è salito fin nella gola.
Ma non eri tu!
Non potevi essere tu!
Eppure l'ho sperato adentemente.
Ho sperato di poterti incontare e stupirmi di quell'incontro,
che ho già vissuto una, dieci, cento, mille volte
nella mia mente.
Ma non mi basta!
Non più.
Ciao.
Oppure anche se non ti somgliava, io in lei vedevo te.
Vedevo i tuoi gesti, le tue fattezze, i tuoi sorrisi.
Tremavo nel guardarla, pensando che fossi davvero tu.
Anzi a pensarci bene, eri in tutte le ragazze lì.
Ed anche in tutte quelle che incontro per strada, al lavoro, al mercato.
E non posso fare a meno di pensare a te.
In tutte loro vedo qualcosa che mi ricorda te.
Lo cerco ed infine lo trovo.
E nel trovarlo, lentamente muoio.
Muoio perchè non sei con me, perchè mai lo sarai.
Ma non posso fare a meno di tutto questo, perchè in te
ho trovato quello che non riesco a trovare
in ognuna di questa donne.
E sapere che, anche se per poco, ho posseduto l'universo
mi lascia, ora, ... incompleto.
Ho visto ua ragaza che somigliava te, stasera!
Ma non eri tu!
Il cuore mi è salito fin nella gola.
Ma non eri tu!
Non potevi essere tu!
Eppure l'ho sperato adentemente.
Ho sperato di poterti incontare e stupirmi di quell'incontro,
che ho già vissuto una, dieci, cento, mille volte
nella mia mente.
Ma non mi basta!
Non più.
Ciao.
mercoledì 4 giugno 2008
Il cavaliere inesistente
lunedì 2 giugno 2008
Tra me e te

Sarà che è notte fonda, che dalla radio accesa arriva musica lenta, messa in onda;
sarà che per pensare non c'è un orario se c'hai pensieri che pesano sul serio.
E non c'è dizionario, non c'è vocabolario per trovare le parole
e allora scusa se son scritte male, però tu tanto mi capisci uguale, tu sei come me!
Vorrei spiegarti che crescere nei bar delle periferie,
respinto dalla scuola, buttato a volte dentro strane compagnie,
vuol dire che non c'è sentimento che trova uno spazio dentro
e allora devi aver pazienza e insegnarmi quello che sento cos'è.
Questo qualcosa tra me e te, che non è un'abitudine,
che non mi fa dormire e non mi importa niente,
che se non chiami e non ti fai vedere non c'è una ragione,
neanche la musica mi serve a stare bene. Nemmeno una canzone.
Vorrà pur dire qualcosa dai se insieme a te la notte passa veloce
e con un'altra non ci starei, non potrei farlo neanche se mi piace
e stare in macchina a parlare per ore, mi piace quasi come fare l'amore,
che è una parola che non so pronunciare, c'ho confusione su che cosa vuol dire,
però mi sa che la ritrovi uguale se guardi dentro di te.
Questo qualcosa tra me e te che scava la mia ruggine,
che non fa parte delle cose che conosco
e non c'è casa e non c'è compagnia, e amico, amica o chiunque sia,
insomma dimmi dove sta il mio posto,
io voglio una risposta.
domenica 1 giugno 2008
Memoria

Poteva succedere.. eppoi cos'è successo, aspettami e poi dimenticami.
Come sempre sei la descrizione di un attimo, un'emozione...
Parole che scendono nello stomaco
Amare con tutta la forza che si ha nella pelle
Sentire con gli occhi
Gustare con le mani
Vedere col naso e le orecchie
Il tuo ricordo mi riempie i sensi di incompletezza, come qualcosa iniziata e non finita , un ponte interrotto, la strada d'oro del mago di Oz, un fiume che termina in una cascata, oltre la quale la fitta bruma nasconde il paesaggio e vela i caldi raggi del sole, mentre il fragore è assordante e confonde i pensieri.
Anzi li totalizza, li satura, ne prende il controllo e ne scambia il fine, così che posso sentire con gli occhi l'enormità del rumore, con tutte la sue sfumature arcobaleno, vedere con naso ed orecchie il freddo della caligine sollevata e mescolata e scombinata fin dalle proprie molecole fondamentali.
Forse ho travisato le tue parole
ho creduto che con te si potesse volare,
ho sognato cose proibite a me non concesse
ho rubato al tempo il tempo, le ore stesse
ho voluto pensare a te come un dono prezioso
ed a me come un uomo speciale
ovunque guardavo il mondo: era meraviglioso
avrei anche attraversato a nuoto il mare.
Forse ho voluto sentire cose mai dette
durante le interminabili chiacchierate,
il lento e prezioso conoscersi tra uomo e donna
nel gioco di luce, ombre e penombre,
io ti ho cercata, volevo essere cercato,
trovato, preso, catturato, liberato
e nuovamente tornavo a cercarti.
Ora penso a quanto ho gustato quelle volte,
ho assaporato le tue parole come miele dolce,
ho centellinato il tuo profumo per
preservarlo più a lungo nella mia mente,
ho conservato il tocco della tua mano
sulla mia, il tuo calore, la tua esitazione.
Soffia il vento ed alza nuvole di polvere
strappa, il tempo, brandelli di carne dal mio cuore
sbiadiscono i colori dalla mia mente
s'è perso il tuo profumo per l'aria.
Qualcosa veramente è entrata negli occhi
è scesa fino al cuore e
lentamente si è spenta.
Continuo a scavare dentro di me,
cerco di riempire con sabbia
il vuoto che ancora contengo,
mi sento come un contenitore di carta,
vuoto e fragile,
ma una forza finora nascosta ancora mi sorregge.
Ma non vorrei, proprio no!, tornare
a quel maledetto giorno in cui ti vidi,
ed a tutte le giornate successive
in cui mi sono irrimediabilmente perso,
senza avere nuovamente la possibilità di vederti
senza averti conosciuto, senza…
Oggi una chiamata, solo un saluto
e tutto d'un tratto, prepotentemente
una valanga di ricordi, pensieri, parole,
giornate trascorse e pugni allo stomaco
mi prende, mi travolge, mi stravolge.
Il pensiero dei tuoi capelli
che non ho mai visto sciolti,
i tuoi quadri, vernice sulla tela,
un'intera collezione di scarpe
cene su tavole imbandite,
vino rosso bevuto in calici
corse sui tapis roulant.
All'improvviso il tempo rallenta
le ore, i minuti ed i secondi
scorrono differentemente
per me
per la mia mente
per il mio cuore
per i miei occhi.
Sento un antico calore
tornare a scaldarmi la mano,
un fremito, paura eppoi
nient'altro intorno a noi.
Inaspettatamente un sorriso
increspa le mie labbra.
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