sabato 14 giugno 2008

...infine io

Infine io,
che non so perchè scrivo, ma scrivo.
Che non posso più ascoltare musica che poi mi colpiscono le parole e faccio fatica a tenerle a mente, così tante, così belle che solo a ripeterle, poi, sfioriscono, e allora eccole qui, perchè non devono per forza essere lunghe, ma profonde.

...il pianto, lo sai, si può asciugare...
...il cuore ha ancora sete...
...il destino ha oscurato anche questa stella...
...il dettaglio è l'aria che mi manca...

Ma io sto ancora qui, e non posso fare a meno di pensare ancora a te, nel caffè nero della mattina, nello squillo del telefono, nella corsa al parco, nei fiori regalati, nei cespugli, in ogni diavolo di situazione che c'è qui, privo oramai di ogni difesa, in balia di venti e eventi, sballottolato, come un vaso di terracotta vecchio nella stiva di una nave.
Un grand'uomo, una volta mi disse, lo sai perchè accetto di fare questi lavori così umili?, solo perchè di questi signori che mi dicono di farli non ne ho la minima stima, ed io penso che sono fatto per cose più grandi di queste, anche se mi dici che a volte sbaglio e quest'arroganza che mi domina è un difetto, ma, lo sai, i miei difetti te li ho elencati uno ad uno, è stato un patto chiaro, erano i pregi che avresti dovuto riconoscermi, chè non son fatto per tessere lodi di me stesso, so quanto valgo e aspetto chegli altri se ne accorgano, come facesti tu una sera di tanto tempo fa.

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