lunedì 31 marzo 2008

Il fantastico mondo di Amélie

The English Patient

Dr Creator, specialista in miracoli

Ancora ricordo la magia che mi ha trasmesso quel vecchio film (anno 1985).
A quel tempo i miei genitori avevano comprato un videoregistratore, ricordate?, quelli con le VHS?
La novità dell'attrezzo mi ha consentito di vedere, vedere e rivedere il film tante di quelle volte, che...
...un po' come i tramonti del Piccolo Principe.
La colonna sonora poi...
Guardatelo, chi l'ha già visto saprà, chi no, ha qualche occasione di migliorare.
Ricordate? La "visione globale", "la regola dell'amore", il progetto Lucy...
...a pensarci ancora mi vengono i brividi.

Il Paziente Inglese

domenica 30 marzo 2008

Elegia alla madre

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

My dream is to fly over the rainbow, so high!

Yves LaRock

My dream is to fly over the rainbow, so high!

giovedì 27 marzo 2008

Quinto canto - il video

L'immenso

Adesso c’è che mi sembra strano parlarti Mentre ti tendo la mano e penso a te Che mi riesci a guardare senza occhi e lacrime amare...Se potessi far tornare indietro il mondo Farei tornare poi senz’altro te Per un attimo di eterno e di profondo In cui tutto sembra, sembra niente è E niente c’è... Adesso c’è che mi sembra inutile non capirti ancora... Se potessi far tornare indietro il mondo Farei tornare poi senz’altro te Per un attimo di eterno e di profondo In cui tutto sembra, sembra niente c’è Tenersi stretto, stretto in tasca il mondo Per poi ridarlo un giorno solo a te A te che non sei parte dell’immenso Ma l’immenso che fa parte solo di te Solo di te... E tu, tu ti digrigni i tuoi denti mi lasci parlare non hai più paure Ti glinghi i tuoi denti mi lasci guardare non hai più paura amore! Se potessi far tornare indietro il mondo Farei tornare poi senz’altro te Per un attimo di eterno e di profondo In cui tutto sembra, sembra niente c’è Tenersi stretto, stretto in tasca il mondo Per poi ridarlo un giorno forse a te A te che non sei parte dell’immenso Ma l’immenso che fa parte solo di te! Solo di te...E tu, tu ti glinghi i tuoi denti mi lasci parlare non hai più paure Ti glinghi i tuoi denti mi lasci guardare non hai più paura amore!

mercoledì 26 marzo 2008

V canto

«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e'l modo ancor m'offende.

Amor ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense".
Queste parole da lor ci fur porte.

[…]

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse,
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando noi leggemmo il desiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.»

L'attesa

Ho imparato l’attesa
come lo sciamano
la pioggia nel deserto,
il cacciatore di bisonti,
la foglia tremolante
il primo sole;
ho vissuto l’attesa
senza fissare il tempo
su lancette o calendari,
fermo come un binario
le vibrazioni di un treno lontano
ho atteso, atteso
agli angoli della vita,
all’ombra della speranza
con pochi spiccioli
di sogni in tasca;
ho imparato l’attesa
come s’impara il dolore
nel silenzio della mia anima
nello sguardo sulla solitudine
del mio universo


I say a little prayer for you

The moment I wake up
before I put on my make up
I say a little prayer for you.
While combing my hair no
wand wond'ring what dress to wear now
I say alittle prayerf or you.
Forever, forever, you'll stay in my heart and I will love you
forever and ever we never will part oh, how I'll love you
Together, together that's how it must be to live without you
would only mean heartbreak for me.

I run for the bus dear,
while riding I think of us my dear
I say a little prayerfor you.
At work I just take time
and all through my coffee break time
I say a little prayer for you.
Forever, forever, you'll stay in my heart and I will love you
forever and ever we never will part oh, how I'll love you
Together, together that's how it must be to live without you
would only mean heartbreak for me.

My darling believe me
for me there is no one but you....
please love me too.
I'm in love with you
Answer my prayer
Say you love me too.
Forever, forever, you'll stay in my heart and I will love you
forever and ever we never will part oh, how I'll love you
Together, together that's how it must be to live without you
would only mean heartbreak for me.

Un'altra cosa che ho perso


Sei un'altra cosa che ho perso,
che mi e' scivolata, che mi e' caduta
io c'ho provato ma non ti ho tenuta,
vabbe' pazienza credimi posso farne senza
sei gia' un ricordo in dissolvenza e non fai differenza
con tutto quello che ho perso senza rendermene conto
come ogni volta che perdo un tramonto il giorno dopo affronto
lo stesso, magari piove come adesso
e ho perso l'ombrello ed il cappello
ma il bello e' quello, e' il duello che ogni minuto ho fatto con la vita
e quando la sorte mi si e' accanita contro e pronto
dovevo trovare veloce una via d'uscita procurandomi qualche ferite
che non si chiude e ancora brucia,
ma fa niente e' solo un'altra cosa persa
o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta
all'improvviso, senza preavviso,
che rende inferno cio' che era paradiso.

Ore passate a misurare dolore,
dolore di testa, dolore di occhi, dolore di cuore
dolore d'anima, di sangue, di ossa
ma cio' non vuol dire che non possa darmi una scossa
in fondo e' solo una scommessa che ho perduto
una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto
gia', basta non perdere la dignita'
almeno curandola un po' con un bicchiere pieno
come le tue frasi, adesso tutte perse come un mazzo di chiavi
tu che cercavi,
parole per farmi capire che eri pulita
ma per finire poi sei riuscita,
a perderle come 100 Lire
e adesso credimi non ne voglio piu' sentire
voglio guarire,
guardando l'altra faccia di te che ho scoperto
pensandoti solo come a una cosa che ho perso.

Ho perso treni e aerei
piu' d'una volta il portafoglio
ho perso indirizzi, soldi ma mai l'orgoglio
il che e' una sbaglio se mi fa perdere l'autocontrollo
pero' non mollo c'ho fatto il callo e resta in ballo
e' un'altra cosa uscita dalla mia vita che presto o tardi
verra' sostituita, in un futuro dove tu sarai passato remoto
cancellato, dimenticato, sarai una foto
buttata sul fondo di un cassetto chiuso
coperta da qualche maglia che non uso
e disilluso, ci provero' ad odiare
se non ci riusciro' a mio malgrado dovro' amare,
ma mai come cura per un vuoto da colmare
e non mi scrivere non mi chiamare, non mi pensare
perche' da oggi un'altra cosa cerco e sono certo
sara' diverso, da quella cosa che ho perso.

Sei parte di me

No, sto pensando che non ritornano sto pensando che che sei poi ci riprovo lo so che non è più lo stesso me lo chiedo da un po’ quei momenti con te se ritornano le parole con te se ne vale la pena oppure vorrei più fortuna
e per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo insieme agli sguardi veloci momenti che tengo per me e se ti fermassi soltanto un momento potresti capire davvero che e questo che cerco di dirti da circa una vita lo tengo per me sei parte di me e lo porto con me lo nascondo per me
in macchina non tornano chilometri che scorrono discorsi che ti cambiano e immagini che passano e restano qua se ho bisogno lo so di sentire che dentro c’è voglia di ridere qualche cosa in cui credere
e per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo insieme agli sguardi veloci momenti che tengo per me e se ti fermassi soltanto un momento potresti capire davvero che e questo che cerco di dirti da circa una vita lo tengo per me sei parte di me sei parte di me e se ti fermassi soltanto un momento potresti capire davvero che e questo che cerco di dirti da circa una vita lo tengo per me sei parte di me sei parte di me! lo tengo per me…

Mojito

Ingredienti:
5/10 di rum cubano bianco
5/10 di acqua tonica (schweppes)
3 o 4 spicchi di lime (senza buccia perché diventa amaro e, soprattutto, non limone!)
zucchero di canna
foglie di menta

Preparazione:
direttamente nel bicchiere da long drink mettere qualche fogliolina di menta e due o tre cucchiaini di zucchero di canna. Le foglie di menta vanno pestate insieme allo zucchero di canna. I rametti vanno schiacciati contro il lato del bicchiere per farne uscire l'aroma ed insieme bisogna pestarci anche gli spicchi di lime.
Successivamente dovete riempire il tumbler di ghiaccio. Il bicchiere può poi essere riempito "alla cubana" con il ghiaccio a pezzi grandi o a cubetti, oppure "all'europea" con il ghiaccio tritato fino all'orlo del bicchiere.
Riempire a metà di rum e metà di acqua tonica (schweppes).
Mescolare bene in modo circolare facendo risalire anche i lime e lo zucchero e decorare aggiungendo un rametto di menta.

martedì 25 marzo 2008

Credo alle notti

Etye mornie, yallo tulin

Etye mornie, yallo tulin,
ni tye-méla han ilye nári,
ya pelir Ambar,
an náre care
rinde calyo ilquenen,
ar san úquen ara tyeo ista.
Nam mornie hépa ilqua ryesse:
venwi ar nári, lamni ar inye,
manan pastave hostas tien?
Valar ar lier
ar cé ta alta micarma
tule alarcave har ninna.

Haryanye estel loomessen.


ed ora la traduzione in italiano:
Oscurità, da cui provengo,
ti amo più della fiamma
che delimita il mondo,
splendendo per uno spazio
oltre cui nessuno sa di lei.
Ma l'oscurità tutto trattiene in sé:
sembianze e fiamme e animali e me,
-come facilmente li trattiene?-
persone e poteri.
E forse una grande forza
si desta accanto a me.

Credo alle notti

Sei nell'anima

Vado punto e a capo così
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C’è una notte lunga e limpida,
Finirà
Ma è la tenerezza
Che ci fa paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai
Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E’ una strada stretta stretta
Fino a te
Quanta tenerezza
Non fa più paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito
Sei nell’anima
Sei nell’anima
In questo spazio indifeso
Inizia
Tutto con te
Non ci serve un perchè
Siamo carne e fiato
Goccia a goccia, fianco a fianco

sabato 22 marzo 2008

L'animale


Vivere non è difficile potendo poi rinascere
cambierei molte cose un po' di leggerezza e di stupidità.
Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti ch' è meglio se sto solo...
Ma l' animale che mi porto dentro non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l' animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco è l'acqua che li spegne
se vuoi farli bruciare tu lasciali nell' aria oppure sulla terra.

E ti vengo a cercare


E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo ormai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

Solo lei ha quel che voglio

So di esser pronto ed è gia da un po' che ci penso ma è tutto quel che so
Che sto bene con lei ma non capisco
cosa intende fare dove vuole arrivare non mi ha mai visto prima ma ora al mondo ci siamo solo io e lei
La conosco da un minuto l'ho appena trovata e gia l'ho perduta resta una sconosciuta un mistero e chissa se è vero
Quel che i suoi occhi mi stanno dicendo di lei
io lo spero e sta volta è per davvero
E' tutto questo perche se vuoi lo so puo lasciarsi andare l'accompagnero e domani ti giuro che me ne andro puo lasciarsi andare l'accompagnero e poi ti giuro che spariro
Rit: Solo lei ha quel che voglio e sono io cio che sta cercando
Questa notte potrei darle il mondo potrei darle tutto cio che cerca cio di cui ha bisogno quindi molla il tipo che è con te o mi perderai potresti non rivedermi mai piu'
Non si sa mai
non so cosa sta rischiando pensa che stia scherzando ma sono io cio che sta cercando No di sicuro l'uomo che è con lei perche questa serata spero l'abbia solo accompagnata Mi servon 2 minuti ma ti assicuro che verra' Danny Losito: e questa notte durerà un eternità Tormento: il mondo gira solo perche' ora c'è lei
per il suo sguardo che mi fa prendere il volo
la conosco appena e gia vivo per ogni suo respiro ti giuro non ti prendo in giro mentre l'ammiro
mi accorgo quanto sia stupenda e hai sbagliato se pensi che mi arrenda
Rit.
Il mio intuito mi ha spinto e solo ora capisco perche come un druido ho il fluido che fa per lei non conta quanto sia durato ma che sia stato qualcosa per cui vale la pena di aver vissuto
E Quindi lascio che la storia abbia il suo corso naturale ma ti prego fammi capire perche sto male
Perchè So che domani io mi svegliero'e saro' ancor del suo profumo intriso dal suo sorriso inciso ma io saro' con la mia donna e lei con il suo uomo
Visto che ho scoperto che l'unica lei è la sola Visto che ho scoperto che l'unica lei è la sola, la sola Rit.

giovedì 20 marzo 2008

La cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.

giovedì 13 marzo 2008

Carpe diem

Andai per i boschi perchè volevo vivere con saggezza ed in profondità,
succhiando tutto il midollo della vita,
per sbaragliare tutto ciò che non era vita
e non scoprire
in punto di morte che non ero vissuto.

lunedì 10 marzo 2008

Se qualcuno un giorno

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli,
anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta bussare,
vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa di bussare,
medita un poco.
Quello è il mio emissario
e me
e ciò che di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.

Io pronuncio

Io pronuncio il tuo nome nelle notti oscure,
quando giungono gli astri a bere nella luna,
e dormono i rami delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto di passione e di musica.
Folle orologio che canta antiche ore defunte.
Io pronuncio il tuo nome in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle e più dolente della mite pioggia.
Ti amerò come allora qualche volta?
Che colpa ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare con le dita la luna!!

Bellamore

Bellamore Bellamore non mi lasciare,
Bellamore Bellamore non mi dimenticare.
Rosa di Primavera, isola in mezzo al mare,
lampada nella sera, Stella Polare.
Bellamore Bellamore, fatti guardare,
nella luna e nel sole fatti guardare.
Briciola sulla neve, lucciola nel bicchiere,
Bellamore Bellamore, fatti vedere.
E vieniti a sedere, vieniti a riposare,
su questa poltroncina a forma di fiore.
Questa notte che viene non darà dolore,
questa notte passerà, senza farti del male.
Questa notte passerà, o la faremo passare.
Bellamore Bellamore, non te ne andare.
Tu che conosci le lacrime e le sai consolare.
Bellamore Bellamore non mi lasciare,
tu che non credi ai miracoli ma li sai fare.
Bellamore Bellamore fatti cantare,
nella pioggia e nel vento, fatti cantare.
Paradiso e veleno, zucchero e sale,
Bellamore Bellamore, fatti consumare.
E vieniti a coprire, vieniti a riscaldare,
su questa poltroncina a forma di fiore.
Questo tempo che viene non darà dolore,
questo tempo passerà, senza farci del male.
Questo tempo passerà o lo faremo passare.
Ma se alle due meno 'n quarto non ho più sonno, che faccio?
Scrivo?

...

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti:
e quello che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Non sono nulla

Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere, né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.

Comici spaventati guerrieri

Spesso, anzi diciamo quasi sempre, vao in giro con carta e matita e se c'è qualcosa che colpisce la mia immaginazione, sia essa una frase, un'immagine, una qualsiasi situazione, la scrivo.
Ed anche con questa precauzione, il più delle volte torno a casa con tovaglioli di carta, scontrini, buste del pane e di lettere scritte.

Tutto questo per dire che ogni volta che esco di casa c'è sempre una sorpresa che mi attende, e che per quanto faccia il possibile per immortalarla, prevederla e anticiparla, questa mi sfugge e, appunto, mi sorprende.

L'unica cosa che posso fare è immortalarla sul foglio. Generalmente, poi, sono restìo a trascrivere i miei appunti sul taccuino della "bella", cosìcchè questo alla fine sembra più un album di ritagli che non un diario di appunti.

Questo perchè, alla fine, se è il momento che cerco di cogliere al momento che accade, anche il supporto su cui viene ... "congelato" è parte integrante del momento stesso.


"Sì ma..." -chiederà l'occasionale lettore-"cosa c'entrano tutte 'ste cose?"
Lo sapete che c'entrano?

Dal momento che tutti i pensieri che vado a scrivere su questo blog sono comunque pensieri... rimaneggiati, costruiti, organizzati, beh, vi dirò, da come mi conosco io, non trapela il vero me stesso da questi scritti.

Diciamo che opero una specie di filtro prima di buttare giù le mani sulla tastiera, e che nella testa rimangono i veri pensieri scritti su ritagli di carta, sui bordi di giornale, ecc.

Comunque sia, anche se non c'avete (pron. ciavéte) capito nulla, vi consoli che anch'io ho una gran confusione in testa. Per quel che mi riguarda, ...

domenica 9 marzo 2008

Baol

Li conoscete i maghi Baol?

Quando lessi per la prima volta un libro di Benni fu Baol.
Mi incuriosì il titolo, così magicamente astratto, nonchè il dorso: appena 8 mm, una situazione allettante per un bambino di 8/9 anni che deve leggere un libro per narrativa.

Ma ve lo immaginate, poi, davanti alla classe a fare il riassunto di Baol.

Probabilmente ci sarete passati in molti, ma il libro l'ho (metaforicamente) divorato.

Poi, però, sono sorti un po' di problemi: mi ha colto la sindrome da mago Baol, che (in maniera un po' più blanda) mi contagia tutt'ora.

Allora ho comperato e letto e ricomperato quasi tutti i libri di Benni (alcuni li leggo, altri li conservo, accudisco e colleziono (sarà da matti, ma tant'è...))

Ma Baol detiene un posto di privilegio nella mia anima.

Cercando sulla rete ora, però, noto che il genere Baol è assolutamente unico nell'universo letterario, ed in definitiva anche in quello di Benni. Eppure ai primi tempi (miei da bambino, di internet, di tutta 'sta tecno-society) avrei creduto che il Baol fosse un genere letterario.

E' così che mi sentivo tranquillo sulla possibile apparizione, ma principalmente, sparizione di un mago Baol.

Purtroppo, non è mai successo, ma lo spirito Baol e la sua filosofia, terribilmente reale, concreta, cinica, caustica, ciVica e quantaltro, mi è rimasta.

Che sia io un mago Baol?

Comunque leggetevi il link sotto sui maghi Baol:
PS: naturalmente il leggetevi è indirizzato a chiunque mai legga questo scritto, che, tra l'altro, è invitato a lasciare un segno del proprio passaggio (per la serie: Heylà, c'è nessuno?).

Amélie


"Sono stata spugna, ombrello, guanto, roccia, specchio.

Oggi vorrei essere piuma. leggera. bianca, quasi trasparente.

scrivere di questo a m o r e."


Lei non la conosco, probabilmente neanche la conoscerò mai, ma scrive dannatamente bene.

Come dire,...

...che s'adatta perfettamente al mio stato d'animo attuale.

Magari domani sarà diverso, un nuovo giorno nascerà e la notte avrà portato via tutta questa mia nostalgia, ma ora lasciatemi macerare nella mia solitudine.

Ad ora, il mio problema più grande è che non riesco a riversare su foglio (sia esso concreto o virtuale) quello che provo.

E' come una valanga che preme verso l'uscita attraverso un piccolo foro, tanta è la pressione che non fuoriesce niente. O si riesce a "sturare" oppure il rischio di scoppiare è reale.

E' così che "rubo" le parole agli altri.
Anzi, per dirla alla Troisi ne "Il postino", non le rubo, le prendo in prestito, perchè le poesie, servono a chi ne ha bisogno.

Ed ora io ne ho bisogno.

Per me, per me e per me.


Comunque non perdete questo blog:


e dimenticatevi del mio.

Foto

Non sempre servono le parole...

Construçao

Costruzione

Amò quella volta come se fosse l'ultima
Baciò la sua donna come se fosse l'ultima
E ogni figlio suo come se fosse l'unico
E attraversò la via con il suo passo timido
Salì sulla costruzione come se fosse macchina
Costruì sul pianerottolo quattro pareti solide
Mattone su mattone in un disegno magico
I suoi occhi imbottiti di cemento e lacrime
Sedette per riposare come se fosse sabato
Mangiò riso e fagioli come se fosse un principe
Bevve e singhiozzò come se fosse un naufrago
Danzò e rise come se udisse musica
E inciampò nel cielo come se fosse ubriaco
E fluttuò nell'aria come se fosse un passero
E finì per terra come un pacco flaccido
Agonizzò nel mezzo del passeggio pubblico
Morì in contromano disturbando il traffico

Amò quella volta come se fosse l'ultimo
Baciò la sua donna come se fosse l'unica
E ogni figlio suo come se fosse il prodigo
E attraversò la via con il suo passo ubriaco
E salì sulla costruzione come se fosse solida
Costruì sul pianerottolo quattro pareti magiche
Mattone su mattone in un disegno logico
I suoi occhi imbottiti di cemento e traffico
Sedette per riposare come se fosse un principe
Mangiò riso e fagioli come se fosse macchina
Danzò e rise come se fosse il prossimo
E inciampò nel cielo come se udisse musica
E fluttuò nell'aria come se fosse sabato
E finì per terra come un pacco timido
Agonizzò nel mezzo del passeggio(,) naufrago
Morì in contromano disturbando il pubblico

Amò quella volta come se fosse una macchina
Baciò la sua donna come se fosse logico
Costruì sul pianerottolo quattro pareti flaccide
Sedette per riposare come se fosse un passero
E fluttuò nell'aria come se fosse un principe
E finì per terra come un pacco ubriaco
Morì in contromano disturbando il sabato

http://www.youtube.com/watch?v=P7mHf-UCZp0

Per te

Per te amore mio

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato uccelli
Per teamor mio

Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te amor mio

Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te amor mio

E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t'ho cercata
Ma non ti ho trovata
amore mio

Poesia

Vorrei donarti i miei pensieri
spargerli tra le pieghe della tua mente
perchè tu possa accarezzarli
con la tenerezza del tuo sorriso.

Vorrei regalarti i miei sguardi
fino all'ultimo sbattere di ciglia
perchè tu possa conservarli
nel tesoro profondo dei tuoi occhi.

Se solo potessi
ti darei ogni battito del mio cuore
perchè tu possa farne musica
per i tuoi giorni più tristi.

Vorrei poterti dare i miei sogni
adagiarli all'ombra dei tuoi ricordi
perchè tu possa cullarti
alla forza intensa delle mie passioni.

Ti darei l'anima
e con essa ogni parte di me
perchè tu possa perderti
nell'emozione infinita di un incanto.


Vorrei essere il passo incerto che,
in un barlume di coraggio,
si addentra nel sentiero nascosto
che porta nei luoghi più profondi della tua anima,
e quella parola che
fatica ad uscire dalle tue labbra
perché, rimasta dolorante e spaventata,
si nasconde dietro le mura del proprio silenzio.

Vorrei essere il calore di una carezza
che esce dal buio della notte
e si posa sui tuoi occhi chiusi
per sfiorare, delicata, ogni tua ferita.

E l’incoscienzadi un completo abbandono sul tuo cuore
senza mai domandarmi se potrà diventare,
un giorno, il mio sudario.
Vorrei precipitare tra le mie paure
con la sicurezza del tuo raccogliermi,
e dimenticare tra le tue braccia
i colpi inferti a questo mio petto ingenuo...
e restare ad occhi chiusi
sotto il tiepido calore delle stelle,
ad ascoltare il profumo delle tue labbra
che disegnano sulle mie un tempo senza fine.


Alis

Lentamente

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita la passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

Tempo libero

Il Piccolo Principe incontrò un mercante di pillole che calmavano la sete.
"Perché vendi questa roba?" chiese il Piccolo Principe
"E' una grossa economia di tempo" disse il mercante "gli esperti hanno fatto dei calcoli.
Si risparmiano 53 minuti alla settimana."
"E che cosa se ne fa di questi 53 minuti?" chiese perplesso il Piccolo Principe
"Se ne fa quel che si vuole.." rispose sicuro il mercante
"Io" disse il Piccolo Principe "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio, adagio verso la fontana.."

La volpe ed il Piccolo Principe

Da "IL PICCOLO PRINCIPE" di Antoine de Saint-Exupery

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe." Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe." Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma,se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:" Su un altro pianeta?"
" Sì"" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani." Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe." Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe." E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano",
soggiunse:" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose."Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa"
E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

giovedì 6 marzo 2008

Dorme liù

Dormi, Liù
Dorme la corriera
dorme la farfalla
dormono le mucche nella stalla
il cane nel canile
il bimbo nel bimbile
il fuco nel fucile
e nella notte nera
dorme la pula dentro la pantera
dormono i rapresentanti
nei motel dell'Esso
dormono negli Hilton i cantanti di successo
dorme il barbone
dorme il vagone
dorme il contino
nel baldacchino
dorme a Betlemme Gesù bambino
un po' di paglia come cuscino
dorme Pilato
tutto agitato
dorme il bufalo
nella savana
e dorme il verme nella banana
dorme il rondone
nel campanile
russa la seppia sul'arenile
dorme il maiale
all'Hotel Nazionale
e sull'amaca
sta la lumaca
addormentata
dorme la mamma
dorme il figlio
dorme la lepre
dorme il coniglio
e sotto i camion nelle autostazioni
dormono stretti
i copertoni
dormono i monti
dormono i mari
dorme quel porco
di Scandellari
che m'ha rubatola mia Liù
per cui io solo
porcamadonna
non dormo più
"Il bar Fico...
La cordialità degli avventori del bar fico è entusiasta ed esibita in modo perfino sospetto. Chi entra, urla di gioia al cospetto del conoscente, come se non lo vedesse da dieci anni, mentre lo ha lasciato la sera prima.E' tutto un fiorire di pacche sulle spalle e virili toccate di coglioni tra gli uomini, di trilli e bacetti sodali tra le donne. Mentre si saluta e si bacia il primo conoscente, già con la mano si fa cenno al secondo e si strizza l'occhio al terzo. Per uno strano contrappunto, queste espressioni di affetto e cameratismo vengono per lo più accompagnate da spiritosi epiteti quali "brutto bastardo!", "eccoti qua, vecchia checca!" oppure "stronza, dov'eri finita?" o "troia, che sorpresa!".Lo scopo di questo Gran Teatro della cordialità, è naturalmente segnalare il proprio arrivo e parimenti mostrare quanta gente si conosce. Guai a chi, entrando in un Bar Fico, va direttamente alla cassa e non saluta, né viene salutato da qualcuno. Chi è? Un rappresentante di mentine, un rapinatore o peggio, un non-Vip che vuole inserirsi a tradimento?Il vero habitué del Bar fico poi, non solo saluta fragorosamente, ma piange di commozione, stritola mani, bacia sensualmente, dopodichè si apparta in un angolo con un conoscente esternandogli l'odio per tutti i presenti, l'insofferenza per queste recite smancerose, e la noia di doversi recare lì tutte le sere, mentre nei bar di Manhattan o di Marbella c'è tutta un'altra atmosfera.... "
Io ti amo

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo.

Saltatempo

Dove siete finiti, tutti voi che c'eravate quel giorno? pensai. Lo rifareste? Eravate diversi, ci credevate in un altro mondo, oppure vi avevano detto di crederci e obbedivate soltanto? Potevate immaginare, quel giorno, che non ci sarebbe stata giustizia per nessuno, ma che le ingiustizie sarebbero cresciute una sull'altra, come le muffe su un tronco morto?

(manifestazione per piazza Fontana, p. 243)

Syfr

"Noi arabi inventammo questi numeri: il sistema decimale. Ma la nostra più grande inversione fu syfr. Sfyr che divenne poi zephirus e poi zero. Noi inventammo il numero che indica il vuoto, il nulla. Un numero pauroso, nel cui segno circolare la mente si può smarrire. Ebbene, tu conosci lo zero, esso è il numero delle grandi cifre; aggiunto, in una lunga fila dietro a un semplice numero, lo trasforma in un mostro: un miliardo, un miliardo di miliardi. Sono i numeri con cui si indicano le tue grandi ricchezze: e lo zero vi cammina in fila, come in una carovana di cammelli carichi di gemme e sete, dietro al padrone. Esso è il tuo servo fedele: uno zero. Il tuo popolo, tanti zeri dietro a te, e così i tuoi consiglieri. Io potrei forse essere il secondo o il terzo zero, nel grande numero della tua gloria: ma sempre vuoto, uguale a tutti gli altri. Ma non è questa la sola cosa che ti sfugge. Lo zero spalancò anche un'altra via: se lo zero si fa seguire da una virgola, e poi da altri numeri, ebbene non ci sarà numero, per grande e mostruoso che sia, che potrà uscire dal suo orizzonte. Esso crescerà, schiererà cifre come soldati, ma sarà sempre, ahimè, meno del numero più piccolo, meno di uno. Così tu ricorri un potere assoluto, ma per quante cifre, numeri e soldati vivi e morti tu possa mettere insieme, davanti a te c'è uno zero: il mistero che non afferri, la natura, che supera ogni tua ricchezza, il cielo, che non puoi avvicinare. E bada! Dopo lo zero, e la virgola, possono seguire altri zeri. Milioni di zeri. Ma se alla fine ci sarà un numero, esso esisterà. Questo è il mondo che non ti appartiene, la via che ti sfugge, l' infinitamente piccolo della libertà nascosta, il mistero della complessità che non puoi avere."
"Il tuo più povero suddito è un numero, in fondo a tanti zeri: ma esiste, è vivo. Chi ammira le grandi misure e i grandi numeri necessari per esprimere la grandezza dell'universo, le distanze delle stelle. Ma lo scienziato, e l'uomo comune, resterà parimenti stordito dai numeri che inseguono e trovano la più piccola particella atomica, l'occhio dell'ape, la cellula. E questa vita che hai intorno, i tuoi sudditi, la natura, ciò che sta nell'altra terra lontana dello zero, tu la disprezzi. Vorresti cancellarla. Pensi che tutto si possa comprare, pensi che i tuoi numeri siano abbastanza grandi per abbracciare il mondo. Essi sono syfr, zephir, e il nulla, il vuoto. Le cose che tu puoi comprare sono un numero così infinitamente piccolo, che dovresti vergognartene. Non gloriarti della tua ricchezza. Essa è niente, sia se la rivolgi verso il cielo, se verso i mondi del infinitamente piccolo. Grande Scorpione, nascondi il tuo sciocco solo, chiudi il libro dei numeri, perché esso è per te spaventoso."

Il tutto tratto da: Terra! di Stefano Benni.