lunedì 31 marzo 2008
Dr Creator, specialista in miracoli
Ancora ricordo la magia che mi ha trasmesso quel vecchio film (anno 1985). domenica 30 marzo 2008
Elegia alla madre
E’ difficile dire con parole di figlioSei insostituibile. Per questo è dannata
giovedì 27 marzo 2008
L'immenso
Adesso c’è che mi sembra strano parlarti Mentre ti tendo la mano e penso a te Che mi riesci a guardare senza occhi e lacrime amare...Se potessi far tornare indietro il mondo Farei tornare poi senz’altro te Per un attimo di eterno e di profondo In cui tutto sembra, sembra niente è E niente c’è... Adesso c’è che mi sembra inutile non capirti ancora... Se potessi far tornare indietro il mondo Farei tornare poi senz’altro te Per un attimo di eterno e di profondo In cui tutto sembra, sembra niente c’è Tenersi stretto, stretto in tasca il mondo Per poi ridarlo un giorno solo a te A te che non sei parte dell’immenso Ma l’immenso che fa parte solo di te Solo di te... E tu, tu ti digrigni i tuoi denti mi lasci parlare non hai più paure Ti glinghi i tuoi denti mi lasci guardare non hai più paura amore! Se potessi far tornare indietro il mondo Farei tornare poi senz’altro te Per un attimo di eterno e di profondo In cui tutto sembra, sembra niente c’è Tenersi stretto, stretto in tasca il mondo Per poi ridarlo un giorno forse a te A te che non sei parte dell’immenso Ma l’immenso che fa parte solo di te! Solo di te...E tu, tu ti glinghi i tuoi denti mi lasci parlare non hai più paure Ti glinghi i tuoi denti mi lasci guardare non hai più paura amore!
mercoledì 26 marzo 2008
V canto
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e'l modo ancor m'offende.
Amor ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense".
Queste parole da lor ci fur porte.
[…]
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse,
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando noi leggemmo il desiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.»
L'attesa
Ho imparato l’attesacome lo sciamano
la pioggia nel deserto,
il cacciatore di bisonti,
la foglia tremolante
il primo sole;
ho vissuto l’attesa
senza fissare il tempo
su lancette o calendari,
fermo come un binario
le vibrazioni di un treno lontano
ho atteso, atteso
agli angoli della vita,
all’ombra della speranza
con pochi spiccioli
di sogni in tasca;
ho imparato l’attesa
come s’impara il dolore
nel silenzio della mia anima
nello sguardo sulla solitudine
del mio universo
I say a little prayer for you
The moment I wake up
before I put on my make up
I say a little prayer for you.
While combing my hair no
wand wond'ring what dress to wear now
I say alittle prayerf or you.
Forever, forever, you'll stay in my heart and I will love you
forever and ever we never will part oh, how I'll love you
Together, together that's how it must be to live without you
would only mean heartbreak for me.
I run for the bus dear,
while riding I think of us my dear
I say a little prayerfor you.
At work I just take time
and all through my coffee break time
I say a little prayer for you.
Forever, forever, you'll stay in my heart and I will love you
forever and ever we never will part oh, how I'll love you
Together, together that's how it must be to live without you
would only mean heartbreak for me.
My darling believe me
for me there is no one but you....
please love me too.
I'm in love with you
Answer my prayer
Say you love me too.
Forever, forever, you'll stay in my heart and I will love you
forever and ever we never will part oh, how I'll love you
Together, together that's how it must be to live without you
would only mean heartbreak for me.
Un'altra cosa che ho perso

che mi e' scivolata, che mi e' caduta
io c'ho provato ma non ti ho tenuta,
vabbe' pazienza credimi posso farne senza
sei gia' un ricordo in dissolvenza e non fai differenza
con tutto quello che ho perso senza rendermene conto
come ogni volta che perdo un tramonto il giorno dopo affronto
lo stesso, magari piove come adesso
e ho perso l'ombrello ed il cappello
ma il bello e' quello, e' il duello che ogni minuto ho fatto con la vita
e quando la sorte mi si e' accanita contro e pronto
dovevo trovare veloce una via d'uscita procurandomi qualche ferite
che non si chiude e ancora brucia,
ma fa niente e' solo un'altra cosa persa
o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta
all'improvviso, senza preavviso,
che rende inferno cio' che era paradiso.
Ore passate a misurare dolore,
dolore di testa, dolore di occhi, dolore di cuore
dolore d'anima, di sangue, di ossa
ma cio' non vuol dire che non possa darmi una scossa
in fondo e' solo una scommessa che ho perduto
una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto
gia', basta non perdere la dignita'
almeno curandola un po' con un bicchiere pieno
come le tue frasi, adesso tutte perse come un mazzo di chiavi
tu che cercavi,
parole per farmi capire che eri pulita
ma per finire poi sei riuscita,
a perderle come 100 Lire
e adesso credimi non ne voglio piu' sentire
voglio guarire,
guardando l'altra faccia di te che ho scoperto
pensandoti solo come a una cosa che ho perso.
Ho perso treni e aerei
piu' d'una volta il portafoglio
ho perso indirizzi, soldi ma mai l'orgoglio
il che e' una sbaglio se mi fa perdere l'autocontrollo
pero' non mollo c'ho fatto il callo e resta in ballo
e' un'altra cosa uscita dalla mia vita che presto o tardi
verra' sostituita, in un futuro dove tu sarai passato remoto
cancellato, dimenticato, sarai una foto
buttata sul fondo di un cassetto chiuso
coperta da qualche maglia che non uso
e disilluso, ci provero' ad odiare
se non ci riusciro' a mio malgrado dovro' amare,
ma mai come cura per un vuoto da colmare
e non mi scrivere non mi chiamare, non mi pensare
perche' da oggi un'altra cosa cerco e sono certo
sara' diverso, da quella cosa che ho perso.
Sei parte di me
e per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo insieme agli sguardi veloci momenti che tengo per me e se ti fermassi soltanto un momento potresti capire davvero che e questo che cerco di dirti da circa una vita lo tengo per me sei parte di me e lo porto con me lo nascondo per me
in macchina non tornano chilometri che scorrono discorsi che ti cambiano e immagini che passano e restano qua se ho bisogno lo so di sentire che dentro c’è voglia di ridere qualche cosa in cui credere
e per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo insieme agli sguardi veloci momenti che tengo per me e se ti fermassi soltanto un momento potresti capire davvero che e questo che cerco di dirti da circa una vita lo tengo per me sei parte di me sei parte di me e se ti fermassi soltanto un momento potresti capire davvero che e questo che cerco di dirti da circa una vita lo tengo per me sei parte di me sei parte di me! lo tengo per me…
Mojito
Ingredienti:5/10 di rum cubano bianco
5/10 di acqua tonica (schweppes)
3 o 4 spicchi di lime (senza buccia perché diventa amaro e, soprattutto, non limone!)
zucchero di canna
foglie di menta
Preparazione:
direttamente nel bicchiere da long drink mettere qualche fogliolina di menta e due o tre cucchiaini di zucchero di canna. Le foglie di menta vanno pestate insieme allo zucchero di canna. I rametti vanno schiacciati contro il lato del bicchiere per farne uscire l'aroma ed insieme bisogna pestarci anche gli spicchi di lime.
Successivamente dovete riempire il tumbler di ghiaccio. Il bicchiere può poi essere riempito "alla cubana" con il ghiaccio a pezzi grandi o a cubetti, oppure "all'europea" con il ghiaccio tritato fino all'orlo del bicchiere.
Riempire a metà di rum e metà di acqua tonica (schweppes).
Mescolare bene in modo circolare facendo risalire anche i lime e lo zucchero e decorare aggiungendo un rametto di menta.
martedì 25 marzo 2008
Credo alle notti
Etye mornie, yallo tulinEtye mornie, yallo tulin,
ya pelir Ambar,
persone e poteri.
Sei nell'anima
Vado punto e a capo cosìsabato 22 marzo 2008
L'animale

E ti vengo a cercare

Solo lei ha quel che voglio
Che sto bene con lei ma non capisco
cosa intende fare dove vuole arrivare non mi ha mai visto prima ma ora al mondo ci siamo solo io e lei
La conosco da un minuto l'ho appena trovata e gia l'ho perduta resta una sconosciuta un mistero e chissa se è vero
Quel che i suoi occhi mi stanno dicendo di lei
io lo spero e sta volta è per davvero
E' tutto questo perche se vuoi lo so puo lasciarsi andare l'accompagnero e domani ti giuro che me ne andro puo lasciarsi andare l'accompagnero e poi ti giuro che spariro
Rit: Solo lei ha quel che voglio e sono io cio che sta cercando
Questa notte potrei darle il mondo potrei darle tutto cio che cerca cio di cui ha bisogno quindi molla il tipo che è con te o mi perderai potresti non rivedermi mai piu'
Non si sa mai
non so cosa sta rischiando pensa che stia scherzando ma sono io cio che sta cercando No di sicuro l'uomo che è con lei perche questa serata spero l'abbia solo accompagnata Mi servon 2 minuti ma ti assicuro che verra' Danny Losito: e questa notte durerà un eternità Tormento: il mondo gira solo perche' ora c'è lei
per il suo sguardo che mi fa prendere il volo
la conosco appena e gia vivo per ogni suo respiro ti giuro non ti prendo in giro mentre l'ammiro
mi accorgo quanto sia stupenda e hai sbagliato se pensi che mi arrenda
Rit.
Il mio intuito mi ha spinto e solo ora capisco perche come un druido ho il fluido che fa per lei non conta quanto sia durato ma che sia stato qualcosa per cui vale la pena di aver vissuto
E Quindi lascio che la storia abbia il suo corso naturale ma ti prego fammi capire perche sto male
Perchè So che domani io mi svegliero'e saro' ancor del suo profumo intriso dal suo sorriso inciso ma io saro' con la mia donna e lei con il suo uomo
Visto che ho scoperto che l'unica lei è la sola Visto che ho scoperto che l'unica lei è la sola, la sola Rit.
giovedì 20 marzo 2008
La cura
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.
giovedì 13 marzo 2008
Carpe diem
succhiando tutto il midollo della vita,
per sbaragliare tutto ciò che non era vita
e non scoprire
in punto di morte che non ero vissuto.
lunedì 10 marzo 2008
Se qualcuno un giorno
dicendo che è un mio emissario,
non credergli,
anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta bussare,
vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa di bussare,
medita un poco.
Quello è il mio emissario
e me
e ciò che di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.
Io pronuncio
quando giungono gli astri a bere nella luna,
e dormono i rami delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto di passione e di musica.
Folle orologio che canta antiche ore defunte.
Io pronuncio il tuo nome in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle e più dolente della mite pioggia.
Ti amerò come allora qualche volta?
Che colpa ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare con le dita la luna!!
Bellamore
Bellamore Bellamore non mi dimenticare.
Rosa di Primavera, isola in mezzo al mare,
lampada nella sera, Stella Polare.
Bellamore Bellamore, fatti guardare,
nella luna e nel sole fatti guardare.
Briciola sulla neve, lucciola nel bicchiere,
Bellamore Bellamore, fatti vedere.
E vieniti a sedere, vieniti a riposare,
su questa poltroncina a forma di fiore.
Questa notte che viene non darà dolore,
questa notte passerà, senza farti del male.
Questa notte passerà, o la faremo passare.
Bellamore Bellamore, non te ne andare.
Tu che conosci le lacrime e le sai consolare.
Bellamore Bellamore non mi lasciare,
tu che non credi ai miracoli ma li sai fare.
Bellamore Bellamore fatti cantare,
nella pioggia e nel vento, fatti cantare.
Paradiso e veleno, zucchero e sale,
Bellamore Bellamore, fatti consumare.
E vieniti a coprire, vieniti a riscaldare,
su questa poltroncina a forma di fiore.
Questo tempo che viene non darà dolore,
questo tempo passerà, senza farci del male.
Questo tempo passerà o lo faremo passare.
...
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti:
e quello che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Non sono nulla
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere, né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.
Comici spaventati guerrieri
Spesso, anzi diciamo quasi sempre, vao in giro con carta e matita e se c'è qualcosa che colpisce la mia immaginazione, sia essa una frase, un'immagine, una qualsiasi situazione, la scrivo."Sì ma..." -chiederà l'occasionale lettore-"cosa c'entrano tutte 'ste cose?"
Lo sapete che c'entrano?
domenica 9 marzo 2008
Baol
Li conoscete i maghi Baol?Amélie

Anzi, per dirla alla Troisi ne "Il postino", non le rubo, le prendo in prestito, perchè le poesie, servono a chi ne ha bisogno.
Construçao
Amò quella volta come se fosse l'ultima
Baciò la sua donna come se fosse l'ultima
E ogni figlio suo come se fosse l'unico
E attraversò la via con il suo passo timido
Salì sulla costruzione come se fosse macchina
Costruì sul pianerottolo quattro pareti solide
Mattone su mattone in un disegno magico
I suoi occhi imbottiti di cemento e lacrime
Sedette per riposare come se fosse sabato
Mangiò riso e fagioli come se fosse un principe
Bevve e singhiozzò come se fosse un naufrago
Danzò e rise come se udisse musica
E inciampò nel cielo come se fosse ubriaco
E fluttuò nell'aria come se fosse un passero
E finì per terra come un pacco flaccido
Agonizzò nel mezzo del passeggio pubblico
Morì in contromano disturbando il traffico
Amò quella volta come se fosse l'ultimo
Baciò la sua donna come se fosse l'unica
E ogni figlio suo come se fosse il prodigo
E attraversò la via con il suo passo ubriaco
E salì sulla costruzione come se fosse solida
Costruì sul pianerottolo quattro pareti magiche
Mattone su mattone in un disegno logico
I suoi occhi imbottiti di cemento e traffico
Sedette per riposare come se fosse un principe
Mangiò riso e fagioli come se fosse macchina
Danzò e rise come se fosse il prossimo
E inciampò nel cielo come se udisse musica
E fluttuò nell'aria come se fosse sabato
E finì per terra come un pacco timido
Agonizzò nel mezzo del passeggio(,) naufrago
Morì in contromano disturbando il pubblico
Amò quella volta come se fosse una macchina
Baciò la sua donna come se fosse logico
Costruì sul pianerottolo quattro pareti flaccide
Sedette per riposare come se fosse un passero
E fluttuò nell'aria come se fosse un principe
E finì per terra come un pacco ubriaco
Morì in contromano disturbando il sabato
http://www.youtube.com/watch?v=P7mHf-UCZp0
Per te
Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato uccelli
Per teamor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te amor mio
Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te amor mio
E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t'ho cercata
Ma non ti ho trovata
amore mio
Poesia
spargerli tra le pieghe della tua mente
perchè tu possa accarezzarli
con la tenerezza del tuo sorriso.
Vorrei regalarti i miei sguardi
fino all'ultimo sbattere di ciglia
perchè tu possa conservarli
nel tesoro profondo dei tuoi occhi.
Se solo potessi
ti darei ogni battito del mio cuore
perchè tu possa farne musica
per i tuoi giorni più tristi.
Vorrei poterti dare i miei sogni
adagiarli all'ombra dei tuoi ricordi
perchè tu possa cullarti
alla forza intensa delle mie passioni.
Ti darei l'anima
e con essa ogni parte di me
perchè tu possa perderti
nell'emozione infinita di un incanto.
Vorrei essere il passo incerto che,
in un barlume di coraggio,
si addentra nel sentiero nascosto
che porta nei luoghi più profondi della tua anima,
e quella parola che
fatica ad uscire dalle tue labbra
perché, rimasta dolorante e spaventata,
si nasconde dietro le mura del proprio silenzio.
Vorrei essere il calore di una carezza
che esce dal buio della notte
e si posa sui tuoi occhi chiusi
per sfiorare, delicata, ogni tua ferita.
E l’incoscienzadi un completo abbandono sul tuo cuore
senza mai domandarmi se potrà diventare,
un giorno, il mio sudario.
Vorrei precipitare tra le mie paure
con la sicurezza del tuo raccogliermi,
e dimenticare tra le tue braccia
i colpi inferti a questo mio petto ingenuo...
e restare ad occhi chiusi
sotto il tiepido calore delle stelle,
ad ascoltare il profumo delle tue labbra
che disegnano sulle mie un tempo senza fine.
Alis
Lentamente
Muore lentamente chi evita la passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
Tempo libero
"Perché vendi questa roba?" chiese il Piccolo Principe
"E' una grossa economia di tempo" disse il mercante "gli esperti hanno fatto dei calcoli.
Si risparmiano 53 minuti alla settimana."
"E che cosa se ne fa di questi 53 minuti?" chiese perplesso il Piccolo Principe
"Se ne fa quel che si vuole.." rispose sicuro il mercante
"Io" disse il Piccolo Principe "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio, adagio verso la fontana.."
La volpe ed il Piccolo Principe
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe." Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe." Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma,se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:" Su un altro pianeta?"
" Sì"" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani." Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe." Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe." E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano",
soggiunse:" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose."Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa"
E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
giovedì 6 marzo 2008
Dorme liù
Dorme la corriera
dorme la farfalla
dormono le mucche nella stalla
il cane nel canile
il bimbo nel bimbile
il fuco nel fucile
e nella notte nera
dorme la pula dentro la pantera
dormono i rapresentanti
nei motel dell'Esso
dormono negli Hilton i cantanti di successo
dorme il barbone
dorme il vagone
dorme il contino
nel baldacchino
dorme a Betlemme Gesù bambino
un po' di paglia come cuscino
dorme Pilato
tutto agitato
dorme il bufalo
nella savana
e dorme il verme nella banana
dorme il rondone
nel campanile
russa la seppia sul'arenile
dorme il maiale
all'Hotel Nazionale
e sull'amaca
sta la lumaca
addormentata
dorme la mamma
dorme il figlio
dorme la lepre
dorme il coniglio
e sotto i camion nelle autostazioni
dormono stretti
i copertoni
dormono i monti
dormono i mari
dorme quel porco
di Scandellari
che m'ha rubatola mia Liù
per cui io solo
porcamadonna
non dormo più
La cordialità degli avventori del bar fico è entusiasta ed esibita in modo perfino sospetto. Chi entra, urla di gioia al cospetto del conoscente, come se non lo vedesse da dieci anni, mentre lo ha lasciato la sera prima.E' tutto un fiorire di pacche sulle spalle e virili toccate di coglioni tra gli uomini, di trilli e bacetti sodali tra le donne. Mentre si saluta e si bacia il primo conoscente, già con la mano si fa cenno al secondo e si strizza l'occhio al terzo. Per uno strano contrappunto, queste espressioni di affetto e cameratismo vengono per lo più accompagnate da spiritosi epiteti quali "brutto bastardo!", "eccoti qua, vecchia checca!" oppure "stronza, dov'eri finita?" o "troia, che sorpresa!".Lo scopo di questo Gran Teatro della cordialità, è naturalmente segnalare il proprio arrivo e parimenti mostrare quanta gente si conosce. Guai a chi, entrando in un Bar Fico, va direttamente alla cassa e non saluta, né viene salutato da qualcuno. Chi è? Un rappresentante di mentine, un rapinatore o peggio, un non-Vip che vuole inserirsi a tradimento?Il vero habitué del Bar fico poi, non solo saluta fragorosamente, ma piange di commozione, stritola mani, bacia sensualmente, dopodichè si apparta in un angolo con un conoscente esternandogli l'odio per tutti i presenti, l'insofferenza per queste recite smancerose, e la noia di doversi recare lì tutte le sere, mentre nei bar di Manhattan o di Marbella c'è tutta un'altra atmosfera.... "
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo.
Saltatempo
(manifestazione per piazza Fontana, p. 243)
Syfr
"Il tuo più povero suddito è un numero, in fondo a tanti zeri: ma esiste, è vivo. Chi ammira le grandi misure e i grandi numeri necessari per esprimere la grandezza dell'universo, le distanze delle stelle. Ma lo scienziato, e l'uomo comune, resterà parimenti stordito dai numeri che inseguono e trovano la più piccola particella atomica, l'occhio dell'ape, la cellula. E questa vita che hai intorno, i tuoi sudditi, la natura, ciò che sta nell'altra terra lontana dello zero, tu la disprezzi. Vorresti cancellarla. Pensi che tutto si possa comprare, pensi che i tuoi numeri siano abbastanza grandi per abbracciare il mondo. Essi sono syfr, zephir, e il nulla, il vuoto. Le cose che tu puoi comprare sono un numero così infinitamente piccolo, che dovresti vergognartene. Non gloriarti della tua ricchezza. Essa è niente, sia se la rivolgi verso il cielo, se verso i mondi del infinitamente piccolo. Grande Scorpione, nascondi il tuo sciocco solo, chiudi il libro dei numeri, perché esso è per te spaventoso."
Il tutto tratto da: Terra! di Stefano Benni.

