lunedì 10 marzo 2008

Comici spaventati guerrieri

Spesso, anzi diciamo quasi sempre, vao in giro con carta e matita e se c'è qualcosa che colpisce la mia immaginazione, sia essa una frase, un'immagine, una qualsiasi situazione, la scrivo.
Ed anche con questa precauzione, il più delle volte torno a casa con tovaglioli di carta, scontrini, buste del pane e di lettere scritte.

Tutto questo per dire che ogni volta che esco di casa c'è sempre una sorpresa che mi attende, e che per quanto faccia il possibile per immortalarla, prevederla e anticiparla, questa mi sfugge e, appunto, mi sorprende.

L'unica cosa che posso fare è immortalarla sul foglio. Generalmente, poi, sono restìo a trascrivere i miei appunti sul taccuino della "bella", cosìcchè questo alla fine sembra più un album di ritagli che non un diario di appunti.

Questo perchè, alla fine, se è il momento che cerco di cogliere al momento che accade, anche il supporto su cui viene ... "congelato" è parte integrante del momento stesso.


"Sì ma..." -chiederà l'occasionale lettore-"cosa c'entrano tutte 'ste cose?"
Lo sapete che c'entrano?

Dal momento che tutti i pensieri che vado a scrivere su questo blog sono comunque pensieri... rimaneggiati, costruiti, organizzati, beh, vi dirò, da come mi conosco io, non trapela il vero me stesso da questi scritti.

Diciamo che opero una specie di filtro prima di buttare giù le mani sulla tastiera, e che nella testa rimangono i veri pensieri scritti su ritagli di carta, sui bordi di giornale, ecc.

Comunque sia, anche se non c'avete (pron. ciavéte) capito nulla, vi consoli che anch'io ho una gran confusione in testa. Per quel che mi riguarda, ...

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