lunedì 14 luglio 2008

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Di certezze e paure
di muri crollati e staccionate accantonate di lato
elogio all'inutilità coerente
Tutto e il suo contrario
i secondi dilatati ad ore, i giorni , gonfi ,infiniti.
Il canto degli uccelli prima del levarsi del sole diventa abitudine
tachicardia e fame d'aria.
Le mie mani nervose che cercano pace
L'impossibilità di toccarsi e il dolore sottile di ammetterne il bisogno.
Di fragilità e paure
nave che si muove tra gli scogli di un impatto possibile
forse probabile.
Ombre, ombre presenti anche se distanti
ombre solide come il piombo
e poi un secondo, un singolo secondo che spazza via tutto
prima la voce e poi le mani
prima la vista e poi il tatto per sentire quanto sia giusto.

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